Blogtour – “Aspettando La Bella e la Bestia”

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Buonasera miei dolci lettori sognatori e bentornati qui sul blog!
Vi aggiorno su un blogtour che ho deciso di organizzare con Alice di “BookishGirls Book Blog” che consisterà nella promozione del film “La bella e la bestia”, nella versione in live action del classico Disney che uscirà il 16 Marzo.

Dal 10 al 15 Marzo, alcuni blog (tra cui il mio!) saranno protagonisti della promozione di questo film, che si annuncia un capolavoro! Il programma del blogtour sarà:

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Nell’attesa del mio post, seguitevi gli altri blogger partecipanti e leggetevi i loro articoli!
A presto!

W W W Wednesday #3

Buongiorno miei dolci lettori (e lettrici!) e bentornati in questo nuovo aggiornamento!
Oggi è mercoledì e come ogni mese c’è il “W WW Wednesday”, arrivato alla terza puntata!

Adesso tocca a voi rispondere alle seguenti domande:

What are you currently reading? ->Cosa stai leggendo?
What did you finish reading? -> Qual è il libro che hai appena finito di leggere?
What do you think you’ll read next? -> Quale sarà la tua prossima lettura?

Questa settimana rispondo così:

Cosa stai leggendo?
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In questi giorni sto leggendo “Matilda” di Roald Dahl. L’ho iniziato da due giorni e lo sto leggendo nella versione in lingua inglese, al fine di potermi esercitare con la lettura in lingua! È la storia della piccola Matilda, una bimba di cinque anni dalla mente straordinaria che però non viene ben vista dalla sua famiglia, una famiglia che non approva il fatto che questo scricciolo legga tanti libri e frequenti molto la biblioteca e la scuola (il papà lavora in un negozio di auto usate e la mamma passa le giornate a guardare la televisione e a giocare al bingo). Come finirà questa simpatica e istruttiva storia? Lo scopriremo presto!

Qual è il libro che hai appena finito di leggere?
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Di recente ho finito di leggere “Beastly” di Alex Flinn, una versione dei giorni nostri della fiaba “La bella e la bestia”, del quale non voglio anticiparvi nulla, visto che la prossima settimana uscirà la recensione qui sul blog! Vi dico solo che vi consiglio questo libro per il bellissimo messaggio che dà e per la magia che questo libro porta! Non lo abbandonerete difficilmente!

Quale sarà la tua prossima lettura?
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La mia prossima lettura sarà un capolavoro della letteratura inglese, “Romeo and Juliet” del grande William Shakespeare… non vedo l’ora di riprenderlo in mano dopo tanto tempo!

Intervista a… Matteo Strukul

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Matteo Strukul nasce a Padova nel 1973, dove vive tuttora ed è uno scrittore italiano.
Ha all’attivo cinque romanzi, due biografie musicali e una trilogia di romanzi storici, “I medici” (edita da Newton Compton Editori) che ha avuto un grandissimo successo di vendite e che è in corso di traduzione in varie lingue.
Ha fondato il movimento letterario “Sugarpulp” ed è il direttore artistico dell’omonimo festival culturale che si tiene ogni anno tra Padova, Rovigo e il Polesine dal 2011.

Ho avuto il piacere di intervistare Matteo in un freddo pomeriggio di Gennaio, durante un simpaticissimo firma copie che si è tenuto a Padova, in una libreria aperta da pochissime settimane e che è gestita da alcuni miei amici. Insieme, abbiamo avuto modo di fare una piacevole chiacchierata, andando a parlare della trilogia, della sua carriera e di tanto altro ancora… Volete sapere com’è andata? Leggete l’intervista!

Come mai hai deciso di scrivere sulla famiglia dei Medici?
C’erano molti saggi sulla famiglia dei Medici ma pochissimi romanzi, ancor meno per la verità,  erano stati dedicati alla figura di Cosimo il Vecchio e di Lorenzo il Magnifico e pochissimi da autori italiani;  paradossalmente, i romanzieri italiani raccontano poco la storia della famiglia più importante del Rinascimento e una delle famiglie più importanti della storia.  Quindi c’era in qualche modo una lacuna, vogliamo definirla così, o comunque insomma, una mancanza; siccome, come “lettore” vorrei leggere le storie che non trovo e ho la fortuna di essere anche un romanziere, a questo punto me le scrivo, sperando che naturalmente possano piacere ai lettori. Ho sempre trovato “bizzarro” che i romanzieri italiani non avessero dedicato una trilogia su una famiglia così importante e così in grado di esprimere la nostra grande verità storica e culturale come italiani. Purtroppo l’Italia è il paese  che più del culto della memoria, ha il culto dell’ oblio, e per questo mi sembrava giusto provare un po’ a “rattoppare” questa piccola falla che c’era nell’analisi sgangherata dell’Italia.

Hai trovato qualche difficoltà nel fare ricerche per il libro?
Difficoltà no. Però diciamo che è stato sicuramente molto complesso. Nel senso che ho dedicato due anni di ricerca senza aver scritto una riga di questi tre romanzi, più un altro anno, altri sedici mesi, per scriverli tutti e tre, quindi alla fine sono più di tre anni di lavoro complessivo. Lo studio è passato attraverso le storie fiorentine di Niccolò Machiavelli, attraverso la “Storia d’Italia” di Francesco Guicciardini e attraverso tantissime altre monografie. Di alcune di queste ne parlo nelle note dell’autore alla fine di ciascun libro, penso alla monografia di Caterina de’ Medici , piuttosto a quella di Honoré de Balzac… quindi, insomma tantissimi testi che, in qualche modo, hanno trovato, come dire, spazio e che sono stati fondamentali per l’ossatura della trilogia, sia in fatti storici sia in termini di interpretazione di quella che è un po’ la Forma Mentis della donna rinascimentale.

Cosa ti ha portato a diventare scrittore?
Mi ha portato a diventare scrittore il fatto che amavo disperatamente la lettura. L’ho amata da quando nemmeno ero in grado di leggere, però il mio primo libro è stato l’ Illiade e da lì non è più finita, cioè, il mio grande amore per Omero e per l’Illiade in particolare, il grande amore tra Ettore e Andromaca, per esempio, il duello tra Ettore e Achille, questo personaggio troiano, un grande guerriero ma che in qualche modo sa che verrà sconfitto da una sorta di “Dio” perché poi Achille è vulnerabile… Insomma, erano storie straordinarie, oppure penso all’Eneide e alle armi di Enea fatte realizzare da Venere che prega Vulcano o Efesto,  che occupava una fucina  in una grotta sotto al mare; insomma, quando vivi come lettore immagini di questo tipo, non puoi non sperare di essere in grado di diventare un giorno uno scrittore. Credo che alla fine nutrire questa grande passione per la lettura che avevo, abbia portato poi a un certo punto a elaborare un mio mondo narrativo che, come dire, si è incarnato inizialmente ne “La ballata di Mila” che era profondamente legata al Veneto.  Esprimeva già una tendenza: quella di avere dei grandi personaggi femminili all’interno delle mie storie e poi al di là, insomma, alla fine, da Mila a Caterina, poi il cerchio si chiude, nel senso che alla fine Caterina è un altro grande personaggio femminile, storico, realmente esistito. Credo che raccontare i personaggi femminili sia stato uno dei miei grandi desideri che avevo come romanziere perché mi sembravano un po’ poco raccontati dagli autori italiani. C’è sempre questa spinta, la volontà di raccontare le storie che non trovo nella letteratura italiana fin dal primo romanzo, perché in effetti, anche il personaggio di Mila, è un personaggio poco rassicurante, non è un’investigatrice, è una killer, è una donna che ha subito delle violenze narrabili, quindi insomma, mi è sempre piaciuto provare a scrivere la storia che mancava. Ma nasce tutto da un’esigenza di lettura di quella storia, e quindi credo che alla fine la volontà di diventare scrittore è legata a essere un grande lettore!

Oltre a essere uno scrittore, sei anche un lettore. Che lettore sei?
Ecco, appunto. (Ride) Beh allora, sono un lettore cresciuto con la letteratura quella che diremmo, per ragazzi, secondo me la grande letteratura di punta. Quindi, da Stevenson a Dumas, da Salgari a Gautier, a Dostoevskij, a Schnitzler, non so… Omero, come ti ho detto, poi insomma, veramente, la storia è infinita…e quindi, diciamo, mi piace leggere davvero di tutto, poi, chiaro, mi piace leggere soprattutto quegli autori che sono in grado di “creare dei mondi”, e io spesso cerco di essere un autore che crea un mondo con le proprie storie.

Capita a tutti noi di avere dei libri che rimangono impressi nei nostri ricordi. Mi dici tre libri che ti sono rimasti impressi nel cuore e che senti di consigliare ai lettori del blog?
Ti direi… “La chimera” di Sebastiano Vassalli, “Il Profumo” di Patrick Süskind e “La regina Margot” di Alexandre Dumas.

Ci consiglieresti qualche serie tv e perché ce la consiglieresti?
Sono un grande appassionato di serie tv di ambientazione storica, quindi sicuramente “I Tudors” (con Johathan Rhys-Meyers), che racconta la grande epopea della dinastia Tudor. Poi, “Vikings”, che invece racconta dei Vichinghi, una storia pubblicata dalla BBC. Poi perché no, “I Medici” che secondo me è stato un bellissimo esempio di fiction storica ma che ha soprattutto il merito di essere una co-produzione italo-americana. Poi “Black Sins”, che è una serie che mi piace molto, che è di fatto il prequel, quindi ciò che arriva prima de “L’isola del tesoro”, cioè come Lord John Silver arriverà a scoprire dov’è nascosto il tesoro di Flinter, eccetera, eccetera… e un’ultima serie, più di nicchia, più di culto, che è “Banshee – La città del male”, una serie di quattro stagioni, pulp, violentissima, con la mafia Amish, con un ex-killer, ladra, eccetera, eccetera, con un falso sceriffo, che in realtà è appena uscito di galera, insomma, una serie tv che va vista perché è sorprendente fin dall’inizio.

Il 2017 è incominciato da pochi mesi: cosa ti aspetti da quest’anno?
Allora, è difficile aspettarsi qualcosa di più del 2016, perché, francamente, il 2016 è stato un anno pazzesco! (ride) Però, spero di continuare in questo modo, che “I Medici” continuino a funzionare e soprattutto che i miei lettori continuino ad appassionarsi alle mie storie. E spero di mantenere la creatività viva, insomma, arriverà qualcos’altro per il 2017, ci stiamo lavorando ma non possiamo dire nulla!

RINGRAZIAMENTI
Colgo l’occasione per ringraziare Matteo Strukul per il tempo che mi ha dedicato e per la pazienza che ha avuto nel rispondere alle domande. È stato un onore intervistarti!
Inoltre, mi piacerebbe ringraziare dal più profondo del cuore i miei amici Tiano e Silvia, gestori della libreria Ubik di Padova. Se sono riuscita a scrivere questa emozionante intervista, è anche merito vostro! Grazie ragazzi, siete due librai molto speciali e il lavoro prezioso che fate è molto importante per il settore dell’editoria!

Rapid Fire Booktag

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Buonsalve a tutti miei dolcissimi lettori sognatori e bentornati qui sul blog!

Malgrado la sessione invernale tuttora in corso, sono riuscita a trovare qualcosa da pubblicare, quel qualcosa di originale e un po’ “fuori dalle righe” che ultimamente mancava; infatti, gironzolando su Youtube mi sono divertita a cercare qualche booktag, che da tantissimo tempo non pubblicavo! E ho trovato questo giochino, dove però non dobbiamo abbinare un libro ad un determinato punto bensì, rispondere a delle domande sulle nostre abitudini librose! Pronti per 24 domande a bruciapelo? Si parte!

  1. E-book o libro fisico?
    Libro fisico, per tutta la vita! Dopo tutto, ma quanto è bello avere un contatto con un libro in carne e ossa.. opsss… in carta e inchiostro?
  2. Copertina rigida o copertina flessibile?
    Se devo essere sincera, preferisco rispondere che preferisco entrambi i formati. Non mi cambia nulla alla fine!
  3. Shopping online o in negozio?
    Io sono solita andare nelle librerie a comprare i libri, ma se dovessero servirmi dei libri che sono difficilmente reperibili in queste ultime, preferisco affidarmi allo shopping online. Lo uso pochissimo, principalmente per comprarmi quei libri che mi servono per l’università! In genere uso Amazon, e mi sono sempre fidata del loro servizio!
  4. Trilogie o serie?
    Entrambe. Perché con le trilogie ci puoi mettere meno libri per sapere il finale della storia, invece, con le serie, l’attesa di sapere il finale sale sempre!
  5. Eroi o cattivi?
    Eroi per tutta la vita! Anche perché sono loro, sia in negativo che in positivo, che cambiano il discorso della storia!
  6. Un libro che vuoi che tutti leggano
    Rispondo a questa domandona con una trilogia… La trilogia di “The Selection”, scritta da Kiera Cass! Ormai ne ho parlato tante e troppe volte di questa meraviglia, e niente, ve la straraccomando!
  7. Un libro che è poco considerato
    Un libro poco considerato che mi è piaciuto molto? “L’elmo del terrore” di Viktor Pelevin! L’ho molto apprezzato, una leggenda raccontata in chiave moderna!
  8. L’ultimo libro che hai finito
    “Un segreto non fa rumore” di Sophie Laguna. L’ho trovato un po’ angosciante in alcuni punti, ma mi è piaciuto!
  9. L’ultimo libro che hai comprato
    “Il segno dei quattro” di Arthur Conan Doyle, che ho comprato lo scorso Gennaio, tra l’altro, mia attuale lettura!
  10. Cosa usi come segnalibro?
    Ho un astuccetto con dentro un sacco di segnalibri! Ci sono segnalibri di tutti i tipi, segnalibri con l’elastico, segnalibri con le città, segnalibri illustrati… Quando inizio un libro nuovo, ho la mania di pensare tre quarti d’ora al segnalibro, insomma, un po’ come abbinare un accessorio a un vestito!
  11. Libri usati: SI o NO?
    Assolutamente SI! Adoro i libri “di seconda mano”, perché con il loro profumo di “vecchio” hanno sempre una storia da raccontare!
  12. Top 3 dei tuoi generi preferiti
    Young Adult, romanzi per ragazzi e narrativa in generale. Leggo un po’ di tutto!
  13. Prendere in prestito o comprare?
    Prendere in prestito! Frequento tantissimo la biblioteca del mio paese al fine di trovare qualche idea!
  14. Personaggi o trama?
    Trama. La trama mi dà già una mezza idea di come sarà il libro che leggerò!
  15. Libri corti o libri lunghi?
    Libri corti! I libri lunghi (tipo i mattonazzi di 600 e passa pagine) mi mettono molta ansia nel finirli!
  16. Capitoli lunghi o capitoli corti?
    Preferisco i capitoli intermedi.
  17. Dicci i primi tre libri che ti vengono in mente.
    “Storia di una ladra di libri” di Markus Zusak, “Colpa delle stelle” di John Green e “Still Alice” di Lisa Genova.
  18. Libri che ti fanno ridere o piangere?
    Libri che mi fanno piangere. Perché molte volte sono quelli i libri che ti fanno capire il senso del mondo che ci circonda.
  19. Il nostro mondo o un mondo fantastico?
    Entrambi. A volte è bello rifugiarsi in un mondo fantastico, ma in questi tempi spesso è il caso di scappare dalla fantasia e di vivere il nostro mondo!
  20. Audiolibri si o no?
    Non ho ancora avuto il modo di provare gli audiolibri (a parte una volta che ho avuto modo di sentire qualche stralcio!) ma penso che possono essere utili in quelle situazioni in cui sei molto impegnato, per esempio durante i lunghi viaggi o le pulizie di casa! Detto ciò, per me è si!
  21. Giudichi mai un libro dalla sua copertina?
    Qualche volta. Non lo faccio così spesso.
  22. Adattamento cinematografico o televisivo?
    Adattamento cinematografico, perché nelle serie tv bisogna vedersi tutto in più puntate ed è facile perdere il filo, invece con i film si ha tutto insieme!
  23. Un adattamento cinematografico che ti è piaciuto più del libro?
    Nessuno. Quando leggo un libro che diventa un film, difficilmente preferisco vedere il film! Al massimo faccio il contrario, ovvero, preferire il libro al film!
  24. Serie o libri singoli?
    Libri singoli!

 

 

W W W Wednesday #2

Ciao a tutti miei dolci lettori sognatori e bentornati sul mio blog!
Nonostante la stanchezza e gli esami della sessione invernale che incombono minacciosamente sul mio umore, oggi ho deciso di pubblicare la seconda puntata del W W W Wednesday, la prima del nuovo anno! (La prima l’ho pubblicata ancora nel lontano Ottobre dell’anno appena trascorso! 😛 )

Dato che quest’anno, per regolamento, dovrò pubblicare degli aggiornamenti sulla challenge ogni tre mesi, ne approfitterò per parlare delle mie letture di questi ultimi giorni attraverso questa rubrica, in modo da poter sfruttare questa opportunità!

Ecco le domande a cui potrete rispondere:

What are you currently reading? = cosa stai leggendo?
What did you finish reading? = qual è il libro che hai appena finito di leggere?
What do you think you’ll read next? = quale sarà la tua prossima lettura?

Questa settimana rispondo così!

Cosa stai leggendo?

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Ieri pomeriggio sono uscita dalla biblioteca con questo libro tra le mani. Per adesso ho letto le primissime pagine, ma ho intenzione di continuarlo prestissimo. 😉

Qual è il libro che hai appena finito di leggere?

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A questa domanda rispondo con “High Fidelity” di Nick Hornby. È il secondo libro di Hornby che leggo (il primo è stato una raccolta di racconti che mi deluse parecchio!) e questa volta sono riuscita ad apprezzare questo libro, malgrado un piccolo momento di “vuoto” dovuto a un capitolo troppo lungo, per il resto niente male come scelta!

Qual è il prossimo libro che leggerai?

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Questo libro non mi è nuovo nella mia TBR infinita: l’ultima volta che andai in Regno Unito tornai a casa con un sacco di libri, e nel pacco che feci spedire a casa (non mi stavano in valigia!) c’era anche questo “similmattone”: è una biografia di un poeta inglese della Prima Guerra Mondiale che ha combattuto in trincea e che è morto la settimana prima della fine del Conflitto. Visto che sono mesi che ce l’ho in lista, spero di mettermi presto a leggerlo!

Giornata della Memoria – Per non dimenticare

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Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

Comincia così, con questa poesia, “Se questo è un uomo”, un libro considerato una “pietra miliare” della letteratura della Seconda Guerra Mondiale, scritto da Primo Levi.

Oggi, nel ricordare l’anniversario dell’abbattimento dei cancelli dei campi di concentramento di Auschwitz, avvenuto il 27 Gennaio 1945, insieme ad altre blogger abbiamo deciso di ricordare la “Giornata della Memoria”. E per commemorare questo evento molto importante per la storia dei nostri tempi, volevo parlarvi di una figura molto importante per la Letteratura Italiana: Primo Levi.

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Primo Levi nasce nel 1919 da una famiglia Ebraica.
Dopo gli studi al Ginnasio, decide di iscriversi ad un corso di laurea in Chimica all’ Università di Torino, laureandosi nel 1941 con lode. Dopo la laurea, ottiene degli impegni di scarso valore e nel corso della Seconda Guerra Mondiale si unisce ad un gruppo di Partigiani. Nel 1943, viene arrestato dai fascisti della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e trasferito prima ad Aosta, e poi successivamente nel Campo di Concentramento di Carpi-Fossoli, in provincia di Modena.
L’anno dopo, nel 1944, viene deportato dai tedeschi nel più grande Campo di Concentramento dell’era nazista, il Campo di Concentramento di Auschwitz, una cittadina nell’Alta Slesia, in Polonia. Dopo un anno passato a lottare e a sopravvivere allo sterminio, nel giugno del 1945 viene liberato dalle truppe sovietiche dell’Armata Rossa. Ed è da questa esperienza che nasce quella che viene considerata la sua opera più significativa: “Se questo è un uomo”. Dopo questa esperienza, Levi trascorre alcuni mesi in un campo di transito e rientra nel nostro paese dopo un lungo viaggio in Europa Orientale. Di questo ritorno a casa se ne occupa nel secondo libro, “La tregua”. Una volta rientrato in Italia, trova un lavoro in una ditta di vernici e si occupa della stesura di “Se questo è un uomo”, che viene pubblicato nel 1956, un’opera che ottiene un grande successo e che viene tradotto in inglese, francese, tedesco e olandese.
Sette anni dopo, arriva un altro successo, con “La tregua”, e con questo Levi vince la prima edizione del premio Campiello.
Dopo un trentennio di lavoro in fabbrica ed entrato nell’età della pensione, Levi rientra nella scrittura, con la pubblicazione dell’autobiografia “Il sistema periodico” (1975). Seguono poi “La chiave a stella” (1978) col quale vince il premio Strega e “Se non ora quando” (1982), col quale vince una seconda volta il premio Campiello.
Nel 1986 pubblica la sua ultima opera “I sommersi e i salvati”, nel quale testimonia un’altra volta la barbaria nazista, malgrado la sua dimostrazione di fiducia nella natura umana.
Muore suicida nel 1987.

Lo scorso anno accademico, per il programma di Letteratura Italiana, mi era stata assegnata la lettura di “Se questo è un uomo”, e mentre leggevo il libro mi sono imbattuta in due citazioni che mi hanno davvero colpita e rimarcano due aspetti fondamentali della vita nei campi di concentramento: la perdita dei ricordi e dell’identità.

“Noi sappiamo che in questo difficilmente saremo compresi, ed è bene che così sia. Ma consideri ognuno, quanto valore, quanto significato è racchiuso anche nelle più piccole nostre abitudini quotidiane, nei cento oggetti nostri che il più umile mendicante possiede: un fazzoletto, una vecchia lettera, la fotografia di una persona cara. Queste cose sono parte di noi, quasi come membra del nostro corpo; né è pensabile di venirne privati, nel nostro mondo, ché subito ne ritroveremmo altri a sostituire i vecchi, altri oggetti che sono nostri in quanto custodi e suscitatori di memorie nostre.”

 

“Häftling: ho imparato che io sono un Häftling. Il mio nome è 174 517; siamo stati battezzati, porteremo finché vivremo il marchio tatuato sul braccio sinistro.
L’operazione è stata lievemente dolorosa, e straordinariamente rapida: ci hanno messi tutti in fila, e ad uno ad uno, secondo l’ordine alfabetico dei nostri nomi, siamo passati davanti a un abile funzionario munito di una specie di punteruolo dall’ago cortissimo.
Pare che questa sia l’iniziazione vera e propria: solo <<mostrando il numero>> si riceve il pane e la zuppa. Sono occorsi vari giorni, e non pochi schiaffi e pugni, perché ci abituassimo a mostrare il numero prontamente, in modo da non intralciare le quotidiane operazioni annonarie di distribuzione; ci son voluti settimane e mesi perché ne apprendessimo il suono in lingua tedesca. E per molti giorni, quando l’abitudine dei giorni liberi mi spinge a cercare l’ora sull’orologio a polso, mi appare invece ironicamente il mio nuovo nome, il numero trapunto in segni azzurrognoli sotto l’epidermide.”

Nel ringraziarvi per la visita e per la lettura di questo nuovo post, vi invito a seguire gli altri siti che hanno deciso di partecipare a questo Blogtour:

http://bookishgirl86.blogspot.it Recensione del film “Il bambino con il pigiama a righe”

http://leparolesegretedeilibri.com Recensione del libro “Il fabbricante di giocattoli”di Liam Pieper

http://athousandlivesbooks.blogspot.it Recensione del film “Schindler’s list” e approfondimento della figura di Oskar Schindler

http://blogdiunangelocaduto.blogspot.it Nuovi libri/uscite per il Giorno della Memoria

http://www.ilmondodisopra.it Libri che non dimenticano: una lista di libri da leggere vecchi e nuovi che ci portano a non dimenticare

http://everybookhasitsstory.blogspot.it Recensione “Il farmacista del ghetto di Cracovia”

http://cronachedilettriciaccanite.blogspot.it Recensione “Dimmi chi sono” di Julia Navarro

http://ilmondooltreunlibro.wordpress.com Poesia, approfondimento e piccolo pensiero con “C’è un paio di scarpette rosse”

Recensione “Il principio del male” di Stefano Tura

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“E il suo cuore sobbalzò talmente forte da perdere il ritmo.
Davanti a lui, sul letto, giaceva il corpo di Anna, la sua donna. Aveva i vestiti strappati, era completamente coperta di sangue, la bocca aperta e lo sguardo vitreo.
Lo stava fissando.”

Titolo: “Il principio del male”
Autore: Stefano Tura
Genere: Thriller
Luogo e anno di pubblicazione: Italia, 2016

TRAMA
Anna e Marco sono due giovani italiani che si sono trasferiti nel Regno Unito al fine di cercare una nuova vita. E’ proprio lì che si svilupperà l’incubo di Marco che ritroverà Anna cadavere sul pavimento di casa. La descrizione che l’autore regala al fedele lettore è incisiva… le immagini si materializzano e i sensi sono fortemente attivati.
Passa un anno, e nella cittadina di Ipswich non c’è neppure un ricordo del tragico accaduto.
Nel frattempo altri omicidi si susseguono e l’incarico delle indagini sarà affidato a Peter Mcbride, che si rivelerà un vero genio nel risolvere casi molto complessi, ma con metodi poco ortodossi.
Dopo alcuni sopralluoghi, Mcbride si accorgerà di una pista da seguire parallela e si affaccerà fra le pagine del thriller, Alvaro Gerace, col quale ha precedentemente collaborato.

Al lettore non sveliamo l’atroce verità.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Nato nel 1961 a Bologna, Stefano Tura è uno dei corrispondenti dal Regno Unito per la RAI.
La sua carriera da giornalista di cronaca nera incomincia al quotidiano “Il Resto del Carlino”. Nel 1989, avviene la chiamata in RAI, incominciando la sua avventura prima alla sede regionale dell’Emilia Romagna e dal 1998, si occupa prima della cronaca nazionale al TG1 e poi della redazione degli Esteri, firmando numerosi reportage dai territori martoriati dalla guerra come il Kosovo (1999), l’Afghanistan (2001), l’ Iraq (2003) e il Sudan (2004).
All’inizio del 2006, viene nominato corrispondente da Londra, dove vive tuttora. Da lì ha seguito le numerose vicende che hanno coinvolto la Gran Bretagna, raccontandole con la sua innata professionalità nelle case degli Italiani; tra queste è bene citare la serie di rivolte popolari avvenute nell’Agosto 2011 e il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, avvenuto nel Giugno 2016.
Ma non ci si può dimenticare della parte narrativa, infatti, Stefano Tura ha all’attivo alcuni libri di grande successo, tra i quali è bene citare “Il Killer delle Ballerine” (2001), “Non Spegnere la Luce” (2003), “Arriveranno i fiori del sangue” (2005), “Tu sei il prossimo” (2014) e il recentissimo “Il principio del male”, qui recensito.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro trasporta il lettore in un Regno Unito completamente diverso dai soliti stereotipi. È un puro concentrato di brividi che esalta le contraddizioni di un paese, che anch’io come molti ragazzi ho avuto modo di visitare.
E’ un thriller che mi ha completamente lasciata senza parole, per il realismo delle scene che si susseguivano nel racconto dei fatti e le meticolose descrizioni. Un libro che sicuramente ha fatto centro nel cuore della sottoscritta : in genere da questo tipo di romanzi tendevo a fuggire, eppure questo è riuscito a risultare avvincente e con determinazione ha aperto un ventaglio di proposte di letture di un genere mai prima considerato. Beh, che cosa dire? Leggetelo!

Se volete gustarvi un po’ di brividi, guardatevi il booktrailer… con le musiche del grande Ezio Bosso! 😉