Recensione “Il paese dei desideri – Il ricordo di Hiroshima” di Hara Tamiki

25756001

Titolo: “Il paese dei desideri – il ricordo di Hiroshima”
Autore: Hara Tamiki
Genere: raccolta di racconti
Luogo e anno di pubblicazione: Giappone, 1949-1951 (pubblicazione dei racconti)

“… Io stavo per morire, poi miracolosamente mi sono salvato e fu come se avessi scoperto un ritmo. Il ritmo affiorava dentro di me e investiva tutto ciò che era fuori da me, trasformandomi in una specie di congegno che un secondo prima era incandescente e un secondo dopo si congelava. 
Raccolsi un violino precipitato al suolo, mi misi a suonare e a camminare, ma il mio spirito era agitato e rallentò, defluí in preda agli spasmi, si disperse in tutte le direzioni. Provai a pensare alla poesia. Per me la poesia è… “La poesia è una fitta al cuore, la parola ‘confusione’ scritta con tratti leggeri da mano tremanti”, ma per me la poesia è… “La poesia non ci precipita nei sentimenti, è la volontà che ci spinge a scalare le vette più impervie”, e vago all’infinito, in questo mare di esseri umani. È stato l’impeto a farmi pensare di aver scoperto qualcosa? Sono stati gli spasmi a indicarci questo cammino senza meta? Ancora procedo a tentoni tra i resti di un’epoca primitiva.”

(Dal racconto “Requiem”)

TRAMA
Pubblicati tra il 1949 e il 1951, questi racconti ambientati nel secondo dopoguerra e nel Giappone, reduce dalla bomba atomica di Hiroshima, sono incentrati sulla situazione psicologica dell’autore, comune a molti intellettuali del tempo, che andava dall’ansia ai sensi di colpa.
Vengono rinvenuti dei piccoli stralci di memoria che però non sono per niente d’aiuto al fine di poter riequilibrare la situazione ed è impossibile riprendere la vita di prima dei tragici eventi che hanno sconvolto il mondo.
In questi racconti, tutti completamente biografici, e soprattutto in uno di essi, “Sulle rive di una morte meravigliosa”, troviamo una sorta di presagio, in quanto vi è la presenza di un uomo che cerca di ritrovarsi un nuovo inizio e di una donna, che in punto di morte si rivela sempre più bella.
Questo libro si può considerare come un “testamento”, in quanto viene anticipato il suicidio dell’autore.

AUTORE
Hara Tamiki è uno scrittore nato nel 1905 a Hiroshima. La sua carriera da scrittore professionista iniziò nel 1935.
Fu uno dei pochi sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima, non a caso, le sue opere principali appartengono tutte alla letteratura della bomba atomica.
La sua opera principale, “Hatsu no Hana” (Fiori d’estate) viene completata nel 1946 ma non viene pubblicata fino all’anno successivo.
L’ultima opera, “Shingan no Kuni” (Sulle rive di una morte meravigliosa), può essere vista come un testamento dell’autore, infatti, Hara Tamiki morirà suicida nel 1951 e tra le sue motivazioni, vi può essere lo stato mentale, che si è aggravato con l’inizio della guerra in Corea.

PARERE PERSONALE
Non sono una grandissima lettrice di letteratura asiatica, soprattutto quella giapponese.
Il libro non mi ha entusiasmata un granché, lo ammetto: leggere tutto quel senso di colpa, mischiato ad ansia e paranoia non mi ha fatto star bene psicologicamente.
Ho deciso di dare tre stelline su cinque solo per il periodo storico scelto, che non sempre viene raccontato a dovere e che merita di avere qualche scrittore che ne parla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...